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NON ORA,NON QUI – Erri De Luca

Ritorno finalmente con un autore italiano.
Innanzitutto posso dire di aver scelto Erri De Luca incuriosita dai tanti “rumors” ,naturalmente non mi esprimerò a riguardo. Dato che non avevo mai letto nulla di questo autore contemporaneo,ho deciso di cominciare proprio dal primo libro,e ne sono rimasta AFFASCINATA!

PRESENTAZIONE

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TITOLO: Non ora,non qui
AUTORE: Erri De Luca
EDITORE: Feltrinelli
PUBBLICAZIONE: Febbraio 1992
COLLANA: Universale economica
PAGINE: 96
PREZZO: 6,00

RECENSIONE/DESCRIZIONE

Piccola premessa:ho unito recensione e descrizione in quanto il libro non consta di una trama di fantasia,bensì rievoca momenti di un’infanzia che non può più tornare del nostro autore.
E’importante sottolineare che questo libro sia il PRIMO. Per essere una “prima impresa” lo trovo ben fatto,le frasi sono semplici,di immediata comprensione,e soprattutto riesce a far vivere al lettore le immagini di un Erri bambino come fossero delle slide di pezzi di vita.
Comincia il suo flusso di ricordi partendo proprio dall’immagine del padre tutto preso da quella che doveva essere diventata una vera e propria mania per la fotografia. Possiamo quasi immaginare,come osservando da un punto di vista nascosto,il protagonista adulto che passa in rassegna quelle immagini impresse ,soffermandosi in particolare su una di esse,una foto che ritrae sua madre alla fermata di un autobus.
Da qui si dipana l’intera pellicola dei ricordi di Erri De Luca.
Gli sembra di entrare i quell’autobus di quella fotografia,tra i passeggeri,e dal finestrino osserva sua madre ,che però non lo riconosce,anzi,è persino più giovane di lui.

“Sono il figlio,l’estraneo il cui profilo si è semplificato tra il vetro di un reparto maternità che divide il nato dalla madre e il vetro di un finestrino di un autobus.
Non mi riconosci.”

Da questa foto scaturirà un ricordo,molto impresso nella mente del bambino Erri,del quale però si scoprirà la reale vicenda solo alla fine dell’intera opera,proprio negli ultimissimi righi.
Prima di giungere a quel ricordo,saldamente ancorato a quella precisa fotografia,riaffiorano alla mente dell’autore tantissimi altri ricordi,dall’infanzia più triste e dolorosa,all’adolescenza,fino al matrimonio e alla perdita della persona amata.
Tutto quanto,descritto non con eccessiva affettazione nel dettaglio,bensì ricorrendo ad un linguaggio che si userebbe per parlare più a se stessi,o ai famigliari stretti,non sente il bisogno di dilungarsi in descrizioni,gli basta esprimere un PENSIERO e ciò che da esso DERIVA,i turbamenti,le gioe,i dolori. E come un tuono non ha bisogno di spiegazioni per esplodere,così il ricordo affiora e non può farne a meno,lui lo depone lì,a lasciare che anche nel lettore scemi il “rumore” del suo ricordo,per passare subito a quello successivo.

Intenerisce l’immagine della balbuzie da bambino:

“Ero balbuziente per difetto di concludere. In compenso sapevo trovare il punto di equilibrio degli oggetti”

“Un racconto che mi segue dalla più remota memoria dice di un angelo che tocca la bocca dei bambini nell’ora della nascita. A me doveva aver dato un colpetto più forte,perciò ero balbuziente.”

Ma si prova anche grande tristezza  nel ricordo di un amico d’infanzia perduto per sempre,a causa di un tragico incidente.

“Schifo mamma,schifo ho avuto della natura molto più che dei misfatti degli uomini,schifo dell’azoto,della luna piena comparsa a mare,schifo di aver perduto la scia dei suoi piedi,dietro i quali non avrei più messo le mie braccia magre.”

Ecco,da queste semplici frasi emerge l’immediatezza di Erri De Luca autore.
Si può dire che siano 91 pagine(circa) intrise di frasi toccanti,tra le quali ne ho scelta una,che l’autore utilizza a proposito della donna amata,persa purtroppo prematuramente:

“ESSERE AL MONDO ,PER QUELLO CHE HO POTUTO CAPIRE,E’ QUANDO TI E’ AFFIDATA UNA PERSONA E TU NE SEI RESPONSABILE E ALLO STESSO TEMPO TU SEI AFFIDATA A QUELLA PERSONA ED ESSA E’ RESPONSABILE DI TE”

La trovo profondamente versatile e universalmente valida. Qualunque tipo di Amore dovrebbe seguire questo principio.

Non mi senti di “dare un voto” perché comunque  non c’è una trama frutto dell’immaginazione,è  una rievocazione delle proprie esperienze passate,seppur commoventi. Premio la scelta di mettersi a nudo,in ogni caso,in ogni autore…naturalmente va tenuta in conto l’oggettività del “parlare di se”,che può essere sempre discutibile.

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La copertina di questa edizione raffigura un’opera di Giacinto Gigante,custodita a Napoli nel museo di Capodimonte,in linea con le origini partenopee dell’autore.

ALLA PROSSIMA!!! BUONA LETTURA, LETTORI!!!